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martedì 5 giugno 2012

L'AVVENTURA TRASLOCA!

La bellissima avventura di questo blog ha dato origine ad una moltitudine di progetti ed idee, per cui d'ora in poi comunicherò attraverso il sito www.lamiaasia.net, in cui posterò informazioni, ricette e a breve anche un blog con approfondimenti e riflessioni personali.
Potete seguirmi sul sito, o cliccando mi piace sulla pagina facebook de La Mia Asia, vedere filmati girati direttamente in viaggio tramite il nuovo canale You Tube
Quindi l'avventura non finisce qui, ma continua in grande!



martedì 1 maggio 2012

SINGAPORE: la principessina d'Oriente

Il passaggio dall'India a Singapore è quanto meno evidente.
Le prime cose che fa effetto vedere dopo due mesi in India sono la pulizia delle strade e delle persone, l'ordine in ogni cosa e l'assoluta assenza di mendicanti per le strade.

Arrivato all'aeroporto un cartello attira la mia attenzione: 600 euro di multa se vi soprendono a buttare rifiuti per strada; in India la spazzatura si butta legalmente per strada, tanto che quando si ha qualsiasi rifiuto in mano e si cerca un cestino (che non esiste) gli indiani ti guardano con la massima tranquillità e ti invitano a buttarlo per terra.
Grattacieli, Ferrari, lusso sfrenato ... Singapore è una delle tigri del Sud Est Asiatico e, nonostante le varie crisi succedutesi nel corso degli anni le abbiano inferto qualche colpo al fianco, l'isola stato rimane sempre il diamante del capitalismo e del lusso in estremo oriente, 5 milioni di persone racchiuse in poco meno di 700 km2 (poco più grande di San Marino).
Dai vicini e poveri paesi asiatici arrivano lavoratori disposti a versare il sudore che i ricchi abitanti di Singapore non si sognano nemmeno di fare.
Indiani, Pakistani, Bengalesi, Filippini e Cingalesi formano la maggior parte dell'esercito di immigrati di cui Singapore ha assoluto bisogno come forza lavoro.
E così la città ha i suoi quartieri etnici, alcuni importanti e ben definiti, come Little India, Chinatown ed il quartiere arabo di Kampong Glam, anche se in realtà si trovano solo qualche tempio induista e qualche moschea.

Naturalmente, data l'importanza della comunità cinese in Singapore, Chinatown è uno dei quartieri nevralgici dell'isola.
Circondata da grattacieli, racchiude un cuore di un paio di vie in cui si può osservare una Cina patinata e non affatto originale, lontana dalle fumerie d'oppio che la resero famosa decenni orsono.  

Il Merlion, la fontana simbolo di Singapore
Ma sicuramente non si viene a Singapore per cercare la vecchia cultura cinese o quella indiana, piuttosto se ne può vedere un'interessante forma adattata alla realtà locale: un'interessante prototipo sociologico, una metropoli del futuro multietnica

Una città che con le sue regole severe riesce a piegare abitudini e regole di ogni singola comunità all'interesse comune.


Singapore è la "principessina" d'oriente, sempre apposto, sempre pulita, tutta in ordine ed elegante, la città dei miliardari e delle boutique.

That's it



sabato 28 aprile 2012

VERSO SINGAPORE

Dopo quasi due mesi passati tra India e Nepal, mi aspetta un aereo che mi porterà fuori dal sub-continente indiano e mi catapulterà in una realtà molto diversa: il mondo cino-malese di Singapore e Malesia.
L'India è stata un'esperienza unica: solo ora capisco l'amore/odio che la maggior parte dei viaggiatori prova per questa immensa nazione.
L'India e gli indiani, a differenza del Nepal ed i nepalesi, hanno una gran capacità di irritarti a volte: ci sono giorni che non ne puoi più della loro insistenza, della sporcizia, dell'inquinamento acustico, della superficialità nel fare le cose.
Una delle cose di cui sono rimasto stupito riguarda il comportamento delle persone: avevo un po' lo stereotipo dell'indiano gentile e servizievole, sempre con il sorriso in bocca e pronto ad aiutarti … bè … è uno stereotipo!!!
Spesso gli indiani sono rudi, per niente gentili e fastidiosi.
Se siete in una sala vuota piena di poltrone, potete stare sicuri che l'indiano si siederà accanto a voi, sbircerà il libro che state leggendo o semplicemente vi guarderà fisso senza nessun motivo, provocando non poco imbarazzo.

Ma poi c'è il lato buono, il “side A”: un paese cosi ricco di anima che la spiritualità la trovi ovunque: tra i moribondi ed i lebbrosi abbandonati per strada al loro destino, tra le vacche sacre che defecano liberamente in mezzo alla strada senza che nessuno intervenga, tra le migliaia di templi in cui si venerano Dei ed animali, tra chi spera di avere acquisito un buon karma per potersi reincarnare in una vita migliore.
Tutto è sacro in India: i ratti del tempio di Deshnok “reincarnazione” dei cantastorie, le scimmie nei templi, il fiume Gange e cosi via
Una potenza economica mondiale che non si vergogna di nascondere la sua vera anima, e che non tradisce la propria atavica cultura.
NAMASTE India